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Itinerario manzoniano

Per chi volesse percorrere l'itinerario manzoniano, è consigliabile iniziare da Villa Manzoni, aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9:30 alle ore 17:30. L'ingresso costa 4,00 euro, ma per i gruppi di almeno 15 persone la tariffa è ridotta a 2,50 euro.

La Villa Manzoni si trova al Caleotto di Lecco in Via Arlenico (all'angolo con Via Amendola), è comodamente raggiungibile in auto e dotata di ampio parcheggio. Attualmente ospita il Museo manzoniano che espone in dieci sale cimeli relativi alla vita ed alle opere dello scrittore.

Per chi volesse raggiungerla a piedi, dista da piazza Manzoni (la piazza centrale di Lecco con al centro la statua di Alessandro Manzoni) solo 15 minuti.

Da Villa Manzoni si può raggiungere a piedi (circa 10 minuti) la chiesa dell' ex Convento di Pescarenico, detto anche Convento di fra' Cristoforo, dietro il quale si staglia il monte Resegone; da lì ogni mattina all'alba partiva Fra' Cristoforo per la sua questua. Edificato nel 1576, nel 1798 venne trasformato in caserma per le truppe francesi e nel 1810 venne poi venduto a privati.

Nella piazza, dedicata proprio a Fra' Cristoforo, è visibile un Ossario del 1699, con i resti dei frati francescani morti di peste, la terribile calamità descritta ne "I promessi Sposi".

Poco distante, proprio sulla riva dell'Adda, sorge il pittoresco Villaggio dei Pescatori, attorno a piazza Era, la piazza principale del quartiere di Pescarenico, l'unica località lecchese citata esplicitamente nel romanzo.

Presso la foce del torrente Bione è visibile una targa, posta in memoria della notte in cui Renzo e Lucia dovettero fuggire dal loro paese natio.

La seconda parte dell'itinerario manzoniano si effettua nella zona alta della città di Lecco. Qui i luoghi manzoniani si possono visitare solo dall'esterno, poiché gli edifici riconducibili a quelli descritti da Alessandro Manzoni sono tutti di proprietà privata.

Per chi si sposta in automobile è consigliabile raggiungere il cimitero di Castello, presso il quale c'è un ampio parcheggio (Via Ugo Foscolo). Da lì si possono comodamente raggiungere a piedi le varie località descritte nel romanzo.

Se si è sprovvisti di auto propria, da Villa Manzoni è consigliabile prendere l'autobus 1 (direzione Laorca o via Quarto) e scendere alla fermata del semaforo di via Adamello. Il servizio autobus viene effettuato ogni 15 minuti circa.

Nella zona di Acquate si può ammirare la chiesa di Don Abbondio, ricostruita nel 1767 e restaurata nel 1934; poco distante c'è ancora la cappelletta-tabernacolo, situata lungo la stradicciola che Don Abbondio stava percorrendo quando venne fermato dai bravi di Don Rodrigo che gli intimarono: "Questo matrimonio non s'ha da fare".

Da qui è ben visibile il palazzotto di Don Rodrigo con sullo sfondo il monte San Martino.

Ad Acquate c'è pure la tradizionale Casa di Lucia: oggi è un'osteria sede di mostre ed altre iniziative.

Ad Olate invece c'è la presunta casa di Lucia Mondella, quella individuata dagli studiosi manzoniani seguendo la topografie del romanzo edito.

In tutt'altra zona invece si trova la Rocca o castello dell'Innominato, che la tradizione popolare ha identificato in quei ruderi che si trovano sopra il santuario di San Gerolamo, a Somasca, nel comune di Vercurago.

Per raggiungerlo in auto, da Lecco bisogna prendere la strada per Bergamo; dopo circa cinque km, nel comune di Vercurago, sulla sinistra si trovano le indicazioni per "Santuario di San Gerolamo".

A Somasca c'è il parcheggio, quindi si deve proseguire a piedi, percorrendo in salita il viale delle cappelle di San Gerolamo, poi, dopo la Chiesa della Valletta, sulla destra si trova un sentiero dissestato che porta al castello, da cui si può ammirare il panorama dell'Adda e del monte Barro.

Per coloro che non hanno a disposizione un'auto, è consigliabile prendere l'autobus n°1 fino a Chiuso, dove ritroviamo il paesello del sarto e della conversione dell'Innominato.

Da Chiuso, si prosegue a piedi fino al semaforo di Vercurago, poi si gira a sinistra e si sale una scalinata che da Vercurago porta a Somasca e al santuario di San Gerolamo (circa 15 minuti di percorso a piedi).

A proposito di personaggi famosi...

Nel 1558 si celebrarono le nozze fra la regina Maria di Scozia e il Delfino di Francia. Per l'occasione la regina indossò un abito bianco, che all'epoca era considerato il colore del lutto dei reali francesi: infatti suo marito non ebbe molta fortuna perché dopo due anni morì.




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